Teatro come esperienza pedagogica

Costantino, Vincenza (2013) Teatro come esperienza pedagogica. PhD thesis, Università degli studi di Macerata.

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Abstract

Nell'accostare i termini “pedagogia” e “teatro” occorre essere coscienti di stare avvicinando due domini differenti e, per certi versi, indifferenti l'uno all'altro, per origini, storia, progettualità, crisi, risultati. Si sta, nel primo caso, nell'ambito di una scienza, nel secondo nell'ambito di un'arte. Entrambi gli ambiti, per motivi diversi, sono problematici, critici, dai confini indefiniti. La pedagogia è “scienza” del tutto particolare, ostile alla scientificità, per fondamenti, metodologie e aspettative, eppure refrattaria all’assorbimento nell'alveo dei saperi filosofici e umanistici. Il teatro è “arte” in una sua maniera unica che da sempre la rende fluttuante e la costringe a migrare ora nella letteratura, ora nelle arti sceniche, ora nelle pratiche attoriali, eppure questo suo essere apolide ne fortifica la specificità artistica, quella dimensione dal vivo che la caratterizza e la rende inafferrabile, irripetibile. Il quesito che in questa tesi si propone, e a cui si tenta di rispondere è il seguente: se e in che maniera una scienza problematica come la pedagogia può incontrare – in una prospettiva interessante e proficua per il suo stesso sviluppo e la sua attualizzazione nella contemporaneità – un'arte, anch'essa di natura problematica come quella del teatro? Esistono e sono documentate, sebbene non in maniera sistematica, convergenze significative fra la pedagogia e il teatro, per cui l'incontro fra i termini in questione non è particolarmente originale. Negli studi pedagogici capita, a differenti livelli, di imbattersi nel teatro, sia inteso in senso lato come arte, sia inteso come un'attività pratica e “materiale” che può avere effetti positivi se applicata in taluni ambienti educativi, se utilizzata in percorsi didattici o se attivata in ambiti specifici dell'educazione, della ri-educazione e della formazione umana. Il panorama complessivo che scaturisce da quest'incontro appare ricco, ma anche frammentario e caotico. Scorrendo velocemente la letteratura di settore, si possono riconoscere, con un lavoro di semplificazione, cinque macrocategorie in cui si articola, con presupposti, modalità e obiettivi diversi, la relazione fra pedagogia e teatro: • la “pedagogia teatrale” con cui in linea di massima si intende la disciplina che organizza la trasmissione dei saperi teatrali, in particolare e sopratutto il “mestiere” dell'attore, ma anche del regista e delle principali maestranze che operano nel teatro (scenografi, illuminotecnici, tecnici del suono etc.). • il “teatro didattico” partecipa di tale convergenza fra pedagogia e teatro mettendo in relazione, più che la pedagogia, quella parte della scienza dell'educazione chiamata appunto didattica. Ci si trova nell'ottica di un teatro che vede pressoché azzerate l'ispirazione e le pretese estetiche a favore dell'istanza educativa. • Il “teatro-ragazzi” è sostanzialmente un teatro rivolto ad un pubblico di ragazzi (bambini, ragazzi e adolescenti comunemente divisi in fasce d'età). La rigidità dell’indirizzarsi a spettatori ben definiti per età (talora anche per nazionalità e cultura) si smorza nelle diverse finalità a cui può ambire e ispirarsi. Finalità che possono essere di natura estetica come anche dettate dal desiderio più ludico di coinvolgere gli spettatori in attività di evasione e di intrattenimento. • le esperienze di “animazione teatrale”, termine con cui identifica un movimento culturale sviluppatosi in Italia fra gli anni Sessanta e Settanta, indirizzato a bambini e ragazzi ed articolato in una serie di pratiche e metodologie specifiche. Obiettivo delle tecniche di animazione teatrale non è l'allestimento di uno spettacolo ma la coesione e l'affiatamento del gruppo di bambini o adulti al fine di far emergere le risorse personali di ognuno per appropriarsene e poi condividerle con gli altri. • Infine c'è il settore ampio, e oggi in notevole espansione sviluppo, delle “artiterapie” a cui il teatro partecipa, e in maniera molto attiva, attraverso la teatro-terapia, la dramma-terapia e tutta una serie di attività che sfruttano giochi, modelli e tecniche del teatro per fini terapeutici per contrastare o comunque alleviare patologie le più diverse, in soggetti con disabilità o anche normodotati. Quelle appena elencate sono solo le esperienze più note e documentate delle possibili declinazioni di un rapporto che, proprio per questa sua duttilità e apertura al confronto, appare ricco ma anche dai contorni sfuggenti. Non si possono mettere in relazione pedagogia e teatro senza eleggere fra tutti, le definizioni e i paradigmi di riferimento rispetto all'una scienza e all'altra arte o, per meglio dire, senza riferirci, almeno in una fase iniziale alle questioni ontologiche di pertinenza. In questo caso l'ontologia si fa nume tutelare della ricerca nel suo complesso così come, in un meccanismo stratificato come di scatole cinesi, l'ontologia abita sempre la scatola centrale, più profonda e nascosta. Che la questione ontologica sia basilare nello studio della pedagogia sarà compito della corrente di studi e ricerche denominata “pedagogia critica” rinnovarlo con gli strumenti e i dibattiti che le sono propri [cap. 1], mentre per quel che concerne il teatro, oltre alla ricostruzione storica delle sue origini e del suo percorso in quanto arte, dalla nascita ad oggi, si adotterà prevalentemente la lettura semiotica dell’evento teatrale, lettura che pone al centro la relazione attore-spettatore [cap. 2]. Il capitolo finale, denominato “Pedagogia e teatro: l’incontro possibile”, mette a frutto le convergenze fra i due ambiti disciplinari facendo riferimento al teatro del secondo Novecento. Il presente studio si inscrive nella prospettiva di interrogarsi su se, quanto e come il teatro, inteso come arte e considerato nelle sue incursioni nel e nelle sue connessioni con il “pedagogico”, possa contribuire alla formazione dell'uomo nella contemporaneità, senza mai perdere di vista le caratteristiche specifiche dell'epoca odierna e quali siano le esigenze formative dell'uomo che ad esse deve rapportarsi nel corso della sua vita. In conclusione, riconoscendo alla pedagogia la sua specificità di scienza consacrata alla formazione dell'uomo, sia per la sua inesausta attività di pensiero e di produzione di pensiero critico che pone al centro l'uomo nella sua complessità, sia anche in quanto disciplina che raccorda e organizza e facilita l'accesso a tutti gli altri saperi, si ipotizza un rapporto articolato fra la pedagogia e il teatro, usando come linee guida il concetto deweyano di esperienza, l’approccio della cura di sé, e la relazione pedagogica e teatrale.

Item Type:Tesi (PhD)
Informazioni aggiuntive:Embargo cessato il 22 marzo 2014.
Settori scientifico-disciplinari:MATERIALE VARIO > Tesi di Dottorato
SCIENZE STORICHE, FILOSOFICHE, PEDAGOGICHE E PSICOLOGICHE > M-PED/01 Pedagogia generale e sociale
ID Code:486
Depositato da:D.ssa Sara Morici
Depositato su:23 Apr 2013 13:29
Last Modified:25 Sep 2014 09:43

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